Andrea Ivan: "Viviano il migliore in Italia, sbaglia chi lo critica. E adesso mettiamo il bastone tra le ruote alla Juve"

di Michela Lanza

Esclusiva al portiere della Florentia Viola che parla del successore che difende i pali della squadra del cuore

La partita di stasera contro la Juventus è molto sentita da tutta la città e questa non è certo la scoperta del secolo. Così come è banale sottolineare che anche la squadra (tutta) è in fibrillazione e, per dirla con le parole di Mattia Cassani, “ci sente” in vista del big match. Però c’è un uomo in particolare che darebbe qualsiasi cosa per battere i bianconeri e quest’uomo non può che essere il portiere viola (di appartenenza e nel cuore) Emiliano Viviano, ultimamente finito sotto la lente d’ingrandimento dei media e di qualche tifoso, che da lui si aspettano tanto. E allora, chi meglio di un altro portiere-tifoso può raccontarci gli stati d’animo e le sensazioni che un supporter prova a scendere in campo dopo aver popolato la curva Fiesole? Stiamo parlando del predecessore di Viviano, Andrea Ivan, portiere fiorentino e tifoso viola che ha vissuto la prima fase dell’epoca Della Valle da protagonista, e che in esclusiva al Brivido Sportivo ha espresso la sua opinione sul match di questa sera e sull’attuale numero 1 della Fiorentina.
Partiamo dal match di stasera contro la Juve. I bianconeri sono tosti, la squadra più forte del campionato. La Fiorentina, dal canto suo, vuol continuare la tradizione ed esprimere il suo bel gioco anche contro Buffon & Co. Che partita si aspetta?
«La Juve sulla carta non c’è dubbio che sia la squadra più forte del campionato, almeno per ora. Lo sta dimostrando partita dopo partita. Ma è anche vero che quando affronti una squadra di questo calibro, non hai neanche bisogno di cercare la concentrazione, perché ce l’hai già. La Fiorentina non ha niente da perdere stasera. Se la giocherà a viso aperto e può succedere di tutto. Bisogna mettere il bastone tra le ruote alla Juve, sarebbe una soddisfazione per la città intera».
Da tifoso, c’è un giocatore (o più di uno) che toglierebbe alla Juve?
«Dico Pirlo, ma anche Vucinic. Il montenegrino secondo me, in questa Juventus, è ancor più fondamentale di Pirlo. La Juve sono loro».
Quanto sarebbe stata più forte la Juventus se avesse ingaggiato Jovetic?
«A pensarci sarebbe stata davvero più forte… però bisogna vedere come si sarebbe ambientato Jovetic in una squadra piena di campioni. A Firenze è lui il campione (anche se quest’anno di grandi giocatori ce ne sono tanti), il numero uno, e per certi aspetti è tutto più facile. Chissà come avrebbe potuto reagire a livello psicologico passando al club bianconero. Fortunatamente, però, è rimasto con noi…».
E ‘trasportando’ (si fa per giocare, ovviamente) Vucinic al fianco di Jo-Jo a Firenze, secondo lei, cos’avrebbe portato in più alla Fiorentina?
«Esattamente il discorso inverso. A Torino, in una squadra con tanti big, per essere il numero uno è ‘costretto’ ad essere sempre molto concentrato e al top, a Firenze magari si sarebbe potuto permettere di giocare più leggero mentalmente. Chissà, poi non c’è mai una controprova in queste cose. Di sicuro, aver potuto formare la coppia Jovetic-Vucinic a Firenze sarebbe stato un grande colpo. Con uno come lui in squadra, potevi fare davvero qualcosa di bello: lottare per i primi tre posti».
Il giocatore che tra i nuovi l’ha impressionata di più?
«Guardando la Fiorentina dello scorso anno ho sempre sostenuto che ai viola servisse un uomo di grinta e carattere. Quest’anno è arrivato e si chiama Giulio Migliaccio. Io dico che sarà lui la vera rivelazione dei viola».
Il ritorno di Toni come l’ha vissuto da tifoso?
«Tutti dicevano che era un giocatore finito, invece non è così. Ha voglia e sono convinto che ci darà una mano. Gli anni non contano, l’importante è esserci con la testa. Se Toni ha accettato di tornare a Firenze non l’ha fatto né per soldi, né per divertimento, ma perché si sente ancora forte. Ed è ancora forte. Sono pronto a scommettere che in tanti, quelli scettici nei confronti di Luca, dovranno ricredersi. Sarà lui a farli ricredere».
Ma passiamo al ritrovato entusiasmo: cosa pensa del ‘tutto esaurito’ di stasera? E del ritrovato feeling con la famiglia Della Valle? Sembra di essere tornati indietro di 10 anni, quando in C2 l’ambiente era amalgamato e unito per la risalita…
«Avverto questa sensazione anche io anche se c’è una differenza. Essere entusiasti di una squadra costretta a vincere perché superiore a tutte le altre è facile. Ed è quello che è successo ai miei tempi. In C2 avevamo una squadra formata da tutti giocatori di categoria superiore che non poteva che vincere. La gente si aspettava che la Florentia Viola vincesse e l’ha fatto. Ritrovare invece l’entusiasmo nei confronti di una squadra che veniva da anni difficili e che, pur non essendo costretta a vincere, doveva quantomeno provare a convincere con il gioco era più difficile, ma la Fiorentina di Montella lo ha fatto in poco tempo. È merito anche del tecnico se c’è un ritrovato entusiasmo in città e dei cambiamenti positivi che ha apportato alla squadra. Ma è anche merito di Andrea Della Valle che si sta ponendo bene. Lo vedo sempre allo stadio, felice e sudato. Questo significa che anche lui ‘corre’ in campo insieme ai giocatori… è una metafora, questa, per descrivere il feeling ritrovato con la città. Tutto questo è bellissimo, soprattutto visto con gli occhi del tifoso. È appagante vedere un presidente così».
Da tifoso a tifoso: Emiliano Viviano è il suo successore, il portiere tifoso della Fiorentina che realizza il sogno di passare dalla curva, dagli spalti, al campo e precisamente tra i pali. Le piace il suo collega?
«Posso dire semplicemente che a livello italiano è il migliore che ci sia in questo momento».
Qual è la sua caratteristica migliore?
«Vista anche la sua altezza, è molto bravo sulle palle alte e quello che mi piace di lui è quel pizzico di follia che ha dentro la sua testa. È uno che si fa scrollare tutto di dosso e arriverà il momento che non gli faranno gol nemmeno con le mani».
Quale invece il suo maggior difetto?
«Quando si apprezza un atleta è difficile trovargli difetti, però proviamo a trovare qualche pelo nell’uovo. Forse per adesso comunica poco coi suoi difensori e forse è un po’ insicuro coi piedi. Oggi anche il portiere deve essere concreto coi piedi, deve essere più giocatore. Ma questo, ripeto, proprio a voler trovare il pelo nell’uovo».
Ci dice qual è il pensiero, la sensazione, lo stato d’animo del portiere-tifoso che scende in campo per la prima volta al Franchi?
«E’ una sensazione indescrivibile. Quando ero piccolo guardavo il campo dalla curva. Poi sono diventato portiere della Fiorentina e quando sono entrato la prima volta al Franchi ho fatto il contrario: guardavo la curva dal campo. Pensi che prima eri tu che guardavi il portiere dagli spalti (ai miei tempi, ricordo Giovanni Galli) e che adesso sono in 30.000 che guardano te. E sei consapevole che quelli sono gli occhi di Firenze, della tua città, e che quasi il 50% di quelle persone le conosci. È una sensazione che non si può descrivere, che mette anche un po’ di soggezione perché sei costretto a fare bene e vuoi fare bene! Certo, se pensi solo a questo, il pensiero ti ‘ammazza’, però è uno stato d’animo indefinibile e straordinario».
E quello che lei avrebbe pensato (e che probabilmente penserà Viviano) a scendere in campo con la maglia viola nel big match dell’anno?
«Ora che ho smesso di giocare lo posso dire: se avessi giocato da portiere viola contro la Juve avrei pensato di volerne spaccare tre o quattro… a parte gli scherzi, Viviano probabilmente cercherà di scendere in campo non pensando di avere davanti la Juve, ma magari l’Ascoli o l’Udinese, insomma una squadra con le maglie a strisce bianconere, sennò diventa difficile. E penserà e cercherà di fare meglio possibile anche perché lui sa meglio degli altri che fare risultato contro la Juventus sarebbe troppo importante per la Fiorentina che dopo avrebbe la strada in discesa. Tutti sarebbero contenti e lavorerebbero meglio e più sereni anche durante la settimana».
Quali sono i pro e i contro reali di essere profeta in patria?
«Il pro è essere amato da tutti. Il contro è riuscire a farsi amare da tutti. Ricordo che anche io nei primi mesi ero stato messo in discussione. C’era chi diceva che la Fiorentina sarebbe dovuta tornare sul mercato alla ricerca di un altro portiere. Per un tifoso come me o come Viviano, il voler dare qualcosa in più ti porta a volte a sbagliare. Invece bisogna essere noi stessi e cercare di non strafare, senza pensare di indossare la maglia della ‘tua’ squadra del cuore».
Dopo le prime due partite, soprattutto dopo Napoli, non è mancata qualche critica al portiere viola e azzurro. Critiche giuste per lei, alla luce anche delle prestazioni successive, soprattutto quella di Parma?
«Assolutamente no. Sono critiche che non capisco, sono critiche da tifoso fiorentino, quello che sembra che aspetti l’errore per poter fare polemica, perché a Firenze c’è anche questo tipo di tifosi. In questo caso poi sono critiche che non hanno fondamenta perché sul primo gol subito a Napoli la palla arrivava alta, è stata deviata e per di più, nel cercare di darsi lo slancio per il colpo di reni, Viviano è scivolato su un terreno che oggi non si vede neanche sui campi di periferia. Sul secondo gol, invece, non poteva farci niente: il tiro di Dzemaili era una fucilata improvvisa».
Ci fa un’analisi tecnica degli ultimi 2 portieri gigliati, Frey e Boruc?
«Partiamo da Frey che ha un carattere forte, una spiccata esplosività ed è un portiere abbastanza completo in tutto. A mio modo di vedere ha un difetto che, però, è anche un modo di parare: il non bloccare troppi palloni, ma optare per respingerli prediligendo parate plateali. In alcune parate, preferisce spostarsi e buttarsi piuttosto che bloccare la palla in piedi. Resta un ottimo portiere, che a Firenze ha fatto davvero la differenza. E resta certamente un portiere più affidabile di Boruc. Il polacco ha poca forza nelle gambe e non salta mai, punta tutto sulla sua altezza e nell’uno contro uno si getta tipo portiere di calcetto, cosa che in Italia non si insegna mai… Boruc non mi dava sicurezza».
Infine le chiediamo di farmi un paragone tra i due ex portieri viola e Viviano?
«Viviano ha due marce in più che sono la città di appartenenza e la sua ancora giovane età che gli dà la possibilità di imparare e crescere ancora. Sotto il profilo tecnico, in più di Boruc ha lo stacco e la personalità, per dire invece cos’ha più di Frey credo sia troppo presto». (si ringrazia Andrea Ivan per le foto concesse al Brivido Sportivo)

Brivido Sportivo
25.09.2012 08:33 - di Michela Lanza Una data storica. È quella che ha visto, giovedì scorso, celeb... »
25.09.2012 08:25 - di Michela Lanza Esclusiva all'ex giocatore bianconero e viola a poche ore dalla sfida pi... »
25.09.2012 08:22 - di Michela Lanza Esclusiva all'ex viola che non nasconde una simpatia particolare per i g... »
25.09.2012 08:19 - di Michela Lanza Siamo arrivati al giorno X, alla partita delle partite, che stasera assume u... »
20.09.2012 15:49 - di Michela Lanza Esclusiva con l'ex brasiliano del Parma: dal centrocampo viola alla sfid... »
16.09.2012 15:36 - di Michela Lanza La semplicità fatta persona, una famiglia come le altre, né pi... »
16.09.2012 15:31 - di Michela Lanza Chi se lo sarebbe mai aspettato, il ritorno di Luca Toni a Firenze. Nessuno ... »
01.09.2012 09:15 - di Michela Lanza Le Azzurrine sono tornate a casa. L’avventura in Giappone è fin... »
01.09.2012 09:07 - di Michela Lanza De Sisti e Merlo plaudono il centrocampo della Fiorentina È basta... »
25.08.2012 10:54 - di Michela Lanza LA CONSOLAZIONE (per ora) E' L'EUROGOL DELLA LINARI Una buona pr... »
25.08.2012 10:37 - di Michela Lanza Dietro ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna. E lei si... »
25.08.2012 10:31 - di Michela Lanza Esclusiva con l'ex bomber di Udinese, Roma e Fiorentina, oggi tecnico de... »
25.08.2012 10:29 - di Michela Lanza I nuovi acquisti e l'arrivo di Montella rendono la squadra di nuovo appe... »
26.07.2012 19:58 - di Michela Lanza MOENA – Ci sono ‘personaggi’ che fanno la differenza e i p... »
26.07.2012 19:54 - di Michela Lanza MOENA – Lunedì scorso un calciatore viola, Alessio Cerci, ha co... »
26.07.2012 19:50 - di Michela Lanza MOENA – Sono passati dieci giorni dall’inizio del ritiro estivo ... »
19.07.2012 09:13 - di Michela Lanza Il pugile fiorentino ha battuto Castellucci grazie alla sua scintillante box... »
19.07.2012 09:10 - di Michela Lanza MOENA – Vincenzo Montella scalpita. Vivace, schietto, ironico e senza ... »
19.07.2012 09:04 - di Michela Lanza La Fiorentina e la Val di Fassa hanno deciso di unire le loro forze e di int... »