Arriva la Vecchia Signora, che sia di nuovo vittoria, adesso!

di Michela Lanza

Siamo arrivati al giorno X, alla partita delle partite, che stasera assume un valore ancor più rilevante. Dopo l’umiliazione della passata stagione, dopo lo 0-5 subito al Franchi dalla squadra di Antonio Conte, quest’anno i tifosi della Fiorentina, consapevoli di avere una squadra costruita con un nesso logico, bella ma allo stesso tempo di grande personalità, guidata da un giovane ‘vecchio’ tecnico che non lascia niente al caso, sperano di tornare protagonisti di una sfida che per anni aveva visto la Juventus soccombere a Firenze, prima che i viola si ‘afflosciassero’.
COME AI TEMPI D’ORO. Questa sera ci sarà il tutto esaurito, lo stadio sarà colmo e il tifo assordante ed incessante, come ai tempi d’oro. Come quando gli avversari avevano timore a scendere in campo al Franchi, come quando davvero il 12° uomo riusciva a spostare gli equilibri di una partita tra una squadra fortissima (come è quasi sempre stata la Juve) e una squadra talvolta forte e talvolta mediocre (come è stata la Fiorentina nella sua lunga storia). Non importava se in campo ci fossero due squadre di tanto disparato livello, non importava se era una sfida impari di forza e di potere, perché David ha spesso battuto Golia col cuore, con la grinta, con l’abnegazione, spinto e supportato da un pubblico che è sempre stato da scudetto. Non è stato così, purtroppo, negli ultimi dieci incontri (ricordiamo che la Fiorentina è mancata 2 volte nel massimo campionato perché ha militato in serie C2 e B, mentre nella stagione 2006-07 la grande assente della serie A è stata la Juventus retrocessa in serie B dopo Calciopoli). L’ultima vittoria risale alla stagione 1998-99, quando un immenso Gabriel Batistuta, servito da un delizioso cross dalla sinistra di Lulù Oliveira, saltò con un tempismo perfetto più in alto di tutti bruciando l’altissimo Tudor e beffando Peruzzi per un gol che fece esplodere di gioia un Franchi primo in classifica. Quella era una grande Fiorentina, era la Viola di Trapattoni che annoverava tra la sue fila gente come Toldo, Torricelli, Heinrich, Repka, Rui Costa, Oliveira, Batistuta, Edmundo. Insomma una squadra tutt’altro che difensivista, ma votata all’attacco che affrontava una signora Juve dove erano presenti giocatori del calibro di Zidane e Davids, Inzaghi e Del Piero, e quel Conte tanto ‘amato’, solo per fare qualche nome. Un gol fantastico, quello del bomber argentino, che consolidò la squadra viola in vetta alla classifica dove ci rimase a lungo, diventando addirittura ‘campione d’inverno’, fino a quando non dovette alzare bandiera bianca a causa dell’infortunio di Bati e della partenza di Edmundo per il Carnevale. Ma quella serata del 13 dicembre 1998, rimarrà indelebile nei cuori della gente. Un’atmosfera calda e unica nonostante la gelida temperatura, stadio gremito, pubblico immenso. Una coreografia da brividi sulla schiena, con una curva Fiesole che innalzò un grande ‘1926’ con un giglio in mezzo di colore bianco su sfondo rosso e uno striscione “nasce la storia” e una curva Ferrovia che ‘proseguì’ con un grande ‘1998’ con un giglio in mezzo di colore rosso su sfondo bianco e uno striscione “continua la fede”. Migliaia e migliaia di bandierine rosse e bianche per sottolineare la festa e la supremazia di Firenze.
RIPROVIAMOCI STASERA. Da quel giorno sembrano passati secoli, in realtà neanche troppi anni (quattordici), ma un’eternità per chi resta all’asciutto da vittorie eccitanti e gloriose contro la rivale di sempre. E le ultime vicende (Berbatov e la diatriba Della Valle-Fiat) non hanno fatto altro che accendere ancor più l’ambiente e aumentare l’acredine (sportivo, s’intende) tra le due tifoserie. Astio già solido a causa degli eventi storici che hanno visto protagonisti i due club: dallo scudetto ‘rubato’ del 1982 alla finale di Coppa Uefa giocata ad Avellino nel 1990, fino alla cessione di Baggio. E allora è arrivato il momento che la maglia viola torni protagonista, a maggior ragione dopo che neanche nell’epoca Prandelli la tifoseria ha avuto la soddisfazione di battere la Juve al Franchi. Mai in cinque anni. Da quella fantastica vittoria per 1-0 che ormai ci troviamo costretti a ricordare ogni anno prima dell’arrivo dei ‘gobbi’ a Firenze, sono arrivati 6 pareggi e 4 sconfitte. È arrivata l’ora di interrompere la serie negativa e la squadra di Montella ha tutte le carte in regola per provarci, anche se la sua Fiorentina deve iniziare ad essere più cinica in fase offensiva. Ha qualità, personalità, grinta, fantasia e fisicità per mettere in difficoltà la Juventus, una squadra forte, fortissima, la migliore che c’è in Italia. L’unica vera squadra da battere, l’unica vera pretendente allo scudetto (almeno che le energie della Champions non le facciano perdere qualche punticino per strada).
CHIAVE TATTICA A CENTROCAMPO, MA… Una squadra tosta, dove spicca un centrocampo formato da uomini di grande livello: Pirlo, che col Chievo ha riposato, non è certo una nostra, né loro scoperta (poi il Milan dovrà spiegarci come ha fatto a pensarlo ‘finito’ e lasciarlo andare proprio alla Juve a parametro zero…) ed è il metronomo del centrocampo, colui dal quale partono tutte le azioni, Vidal è un mastino che corre instancabilmente e (cosa da non sottovalutare) vede la porta e la vede bene (7 reti segnate nel campionato scorso, già 1 in 3 partite quest’anno e pure 1 in Champions a Londra contro il Chelsea), così come Marchisio abile nelle due fasi e negli inserimenti (tanto da essere quasi una punta aggiunta, grazie anche agli attaccanti che gli creano gli spazi giusti e i presupposti per trovarsi spesso in area di rigore dove nella passata stagione, per esempio, ha segnato la bellezza di 9 reti), infine i due esterni Asamoah e Lichtsteiner, ovvero un concentrato di potenza e velocità che come due treni arrotano tutto quello che trovano davanti la propria strada. Sarà una partita che si giocherà a centrocampo, dunque. E visti i due reparti di Fiorentina e Juventus sarà davvero una goduria per gli amanti del calcio. Certo, loro saranno più ‘cattivi’, lo hanno nel dna e se lo possono permettere grazie ad una classe arbitrale con loro sempre piuttosto clemente, ma i nostri ragazzi non hanno niente da perdere, né da temere. Forse è solo un peccato non poter schierare Aquilani, ma in caso di difficoltà a trovare la via del gol, i viola hanno un’arma in più da inserire a gara in corso che si chiama Toni. Non sarà difficile per lui fare a sportellate con Chiellini… più difficile per Ljajic, che però potrebbe sfruttare la sua abilità tecnica e la sua agilità. Ma meglio andare sul sicuro e puntare ancora una volta tutto su Stevan Jovetic (dopo la scialba prestazione di Parma, dovrà e vorrà riscattarsi), il giocatore che davvero manca alla Juve, quello che avrebbero voluto per far coppia con Vucinic (perché tra lui e Giovinco ci corre un bel po’ di differenza) ma quello che si gode ancora Firenze.
RIVINCITA CON DIEGO? E allora, che abbia inizio la rivincita, la festa di Firenze. La città sarà tutta al Franchi a spingere gli undici viola in campo che proveranno ad invertire la tendenza degli ultimi anni. Andrea Della Valle sarà al suo posto, accanto al sindaco Matteo Renzi. I due soffriranno ancora insieme e scalpiteranno ad ogni azione: il primo vorrebbe finalmente festeggiare la prima vittoria contro i bianconeri a Firenze della sua gestione perché vuol vedere l’effetto che fa prendersi tre punti in casa alla faccia del nemico; il secondo vorrebbe aggiungere un punto al suo programma elettorale: “2013-14, lavorare per il progetto ‘terzo scudetto della Fiorentina’”. Pura ironia, s’intende. È solo un modo per sdrammatizzare l’attesa. E Diego Della Valle? E se spuntasse in tribuna d’onore anche lui questa sera? Sarebbe bello, bellissimo. Una gioia indescrivibile. La sua presenza se la meriterebbe la squadra, se la meriterebbe Montella, se la meriterebbe Firenze. E se la meriterebbe pure ADV, che ha retto da solo le pressioni dei giorni peggiori. E insieme, i fratelli Tod’s e Firenze, potrebbero continuare la loro battaglia al potere, iniziando dal match contro la Juve di Conte. A proposito, ma lui dove sarà?

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