Come piacciono quei viola che stanno nel mezzo

di Michela Lanza

De Sisti e Merlo plaudono il centrocampo della Fiorentina

È bastata una partita (anzi una frazione di gara) per fare esplodere l’entusiasmo e scorgere al Franchi quel girar palla, quei fraseggi, quei cambi di gioco e quella qualità che fino a poco tempo fa i tifosi viola erano soliti ammirare (e sognare) solo attraverso immagini televisive di squadre marziane dall’accento catalano. Ma la visione miracolosa del trio Borja Valero-Pizarro-Aquilani (che diventa quartetto se aggiungiamo l’insospettabile e sorprendente Romulo) ha letteralmente fatto innamorare chi a Firenze ama il bel gioco, ama il calcio, e si era ultimamente abituato e adagiato a vedere trottare in mezzo al campo ‘bradipi’ e uomini senza idee né fantasia. I rimpianti di cessioni amare sono già dimenticati. I giocatori che non credevano nel progetto (come gran parte dei tifosi), sono già ricordi lontani e pure ‘fastidiosi’. Ormai a Firenze è scoppiata la mania del tiki-taka fiorentino tanto che, non avendo mai assistito a tale ragnatela di passaggi (neanche negli anni d’oro della gestione Prandelli, la Fiorentina ha espresso questo tipo di gioco, perché costruita con altre caratteristiche), qualcuno si domanda già se l’attuale centrocampo viola sia il più forte ammirato dalle parti di Campo di Marte da qualche anno a questa parte. E chi meglio di due ex campioni della storia della Fiorentina quali Giancarlo De Sisti e Claudio Merlo, due che a Firenze hanno vinto uno scudetto, poteva rispondere (in esclusiva al Brivido Sportivo) a questa domanda?
De Sisti, quello viola è il centrocampo più forte visto negli ultimi anni a Firenze?
«Non ci sono dubbi che sulla carta le indicazioni arrivate dalla prima partita contro l’Udinese sono buone. Sotto l’aspetto tecnico è certamente un ottimo centrocampo ma è troppo presto per dire già adesso se può essere il migliore degli ultimi anni. Certo – ha ammesso compiaciuto - Picchio De Sisti – Pizarro è un giocatore da elevato tasso tecnico, Borja Valero non lo conoscevo ma vedendolo all’opera mi è sembrato da subito un giocatore molto valido e anche abile nello smistamento e Aquilani, quando è entrato, si è inserito subito bene fornendo un assist grazie ad un lancio millimetrico di quaranta metri per quel fenomeno di Jovetic che ha regalato la vittoria alla Fiorentina. Il centrocampo viola, dunque, è un settore che parla un buon linguaggio calcistico. Quando il denominatore comune è la qualità, ci sono grandi possibilità di fare le cose fatte bene. Ho visto che corrono tutti l’uno per l’altro, si possono integrare, hanno dimostrato di non avere problemi. Anzi, il problema c’è quando manca la qualità. Certo, la manovra non può sempre svilupparsi palla a terra. Servono anche altre soluzioni ma ripeto, sempre sulla carta e a primo impatto, quello viola ha la prerogativa di essere uno dei settori di centrocampo più importanti della serie A. A patto che…». A patto che? «Che Aquilani giochi spesso. Questo è un giocatore che Milan, Juve e Liverpool non hanno certo mandato via per mancanza di qualità… e allora dico: se Aquilani sarà presente e il suo rendimento sarà come quello che mi aveva incantato a Roma, allora siamo al sicuro…».

Anche perché proprio l’ex romanista è uno di quei giocatori che funge da fonte di gioco della banda Montella. Perché va ricordato che la prerogativa della nuova Fiorentina è proprio la ricerca del bel gioco attraverso le caratteristiche dei giocatori scelti per crearlo (il bel gioco) e tenere costantemente il ‘pallino’ in mano (ops, tra i piedi). A conferma di questo, tendono il braccio alla Fiorentina le statistiche che hanno rilevato che contro la squadra di Guidolin la Fiorentina ha ‘stravinto’ alla voce ‘possesso palla’ con una percentuale del 64% (contro il 36% dell’Udinese).
Ma per le squadre dell’Aeroplanino, questa non è una novità, bensì una costante: «Anche con il Catania – ha rammentato De Sisti – con la miriade di argentini e giocatori dai piedi buoni che aveva in mezzo al campo, Montella ha cercato (riuscendoci) di far giocare bene la propria squadra». La domanda che in molti si fanno, però, è se alla lunga la Fiorentina risentirà della mancanza di un giocatore alla Valon Behrami per intenderci, uno di quantità, incline a rompere il gioco e alla copertura piuttosto che alla costruzione: «Behrami è uno che corre e si sacrifica ma ogni allenatore ha le sue idee di gioco. In mezzo al campo è un discorso di equilibrio, e l’equilibrio va ricercato. Maggior solidità la Fiorentina ce l’ha sulle fasce. Il lavoro dei due esterni (Cassani e Pasqual) è fondamentale per la squadra, per la fase difensiva e per la riuscita delle diagonali. I tre interni (Borja Valero-Pizarro-Aquilani) non creano tra loro grandi distanze e in copertura sono protetti proprio dal lavoro sulle corsie esterne. Ma dopo una partita è troppo presto per sbilanciarsi. La Fiorentina ha presentato un ottimo centrocampo (vanno valutati anche i rincalzi, se sono all’altezza dei titolari o meno), molto tecnico, sarà però il campo a consacrarlo o no ‘il migliore’. Ma su una questione mi pronuncio: mi auguro che Jovetic rimanga. È fondamentale e sarebbe una gran cosa per Firenze e per la Fiorentina: rimane sempre lui il valore aggiunto della squadra».
Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Merlo, che però si sbilancia un po’ di più e ammette che nelle mani di Montella c’è un piccolo tesoro tecnico a centrocampo: «Quando Pizarro e Aquilani saranno al 100%, potremo dire di avere uno dei reparti più forti del campionato. Pizarro è un grande regista davanti alla difesa, ha un ottimo piede ed è molto intelligente. Aquilani è un altro signor giocatore che ha i piedi buoni per lanci millimetrici e tiri in porta, sa inserirsi ed ha nelle sue corde pure 6-7 gol a campionato. Borja Valero è un grandissimo giocatore, è universale, lo trovi ovunque e lo ritengo un grande acquisto. Anzi – ha confessato Merlo – io seguivo spesso il Villareal e ogni volta che lo vedevo giocare mi chiedevo come fosse possibile che nessuno in Italia lo avesse portato nelle sue fila. Brava la Fiorentina ad aggiudicarselo. A livello di nomi, quando Pizarro e Aquilani saranno al top visto che per adesso l’unico ad esserci sempre stato è stato Borja Valero (tra l’altro, il cileno e l’ex-Liverpool sono stati gli ultimi a raggiungere la Fiorentina in ritiro, ndr), potremo dire di avere un centrocampo tra i più forti in assoluto degli ultimi anni. Se alla lunga potrà mancare un ‘mastino’ là in mezzo? Qui entra in gioco l’abilità dell’allenatore. Starà a lui far rendere al meglio la squadra così come è stata costruita, ma mi sembra che, per fare un esempio, il Barcellona non abbia un Gattuso in mezzo al campo. Certamente in fase di possesso la Fiorentina sarà sempre pericolosa. In fase di non possesso, poi, nel calcio di oggi ormai tutti gli effettivi stanno dietro la linea della palla e si muovono in sincronia. Personalmente preferisco sempre avere un centrocampo tecnico rispetto a 11 Gattuso. Montolivo? Un giocatore che mi piaceva tanto, ma con la sua partenza e l’arrivo dei nomi già citati la Fiorentina non ci ha perso niente». Infine ha risposto a chi, nella mente, seppur con le dovute proporzioni e rispettando il passare del tempo e il cambiamento del gioco del calcio, si è già lasciato andare a facili paragoni De Sisti-Pizarro oppure Merlo-Aquilani: «Non si possono fare certi tipi di confronto. Pizarro è forte, ma De Sisti era migliore. Picchio tatticamente non ha rivali. Io e Aquilani? No. Io ero partito da trequartista, ero bravo a fare assist ma non avevo il tiro. Alberto ha un calcio di quaranta metri preciso che mette l’uomo davanti al portiere, ma ha anche il tiro. L’assist fornito a Jovetic contro l’Udinese, quel lancio calibrato fatto poco dopo il suo ingresso in campo, lo avvicina molto di più a Giancarlo Antognoni…». Ebbene sì. Per un attimo è stato possibile lasciarsi andare al flashback: testa alta, eleganza nel portamento, lancio perfetto e numero 10 sulla schiena. Un 10 non portato a dispensare magie ‘alla Baggio’… Ma se ogni domenica quel 10 regalasse tali colpi di classe già sarebbe divino. E ora, tutti all’esame San Paolo, laddove ci sarà da fare i conti pure con San Gennaro!

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