Calcio Femminile - Mondiale Under 20: L'Italia è quasi fuori, ma Firenze c'è

di Michela Lanza

LA CONSOLAZIONE (per ora) E' L'EUROGOL DELLA LINARI

Una buona prestazione e una pessima: è così che l’Italia Under 20 femminile ha iniziato il proprio Mondiale, pareggiando inaspettatamente e ben figurando contro il forte e temibile Brasile e perdendo amaramente e deludendo contro la Corea del Sud. Così da ritrovarsi con un solo punto in classifica (e ultima) e dover auspicare in una vittoria con almeno due gol di scarto contro la capolista Nigeria (gara che verrà disputata domani a Kobe) per sperare ancora in un passaggio del turno che, a questo punto, avrebbe del miracoloso.
Peccato, perché le Azzurrine di Corrado Corradini, dopo un ottimo Europeo disputato in Italia tra maggio e giugno del 2011, durante il quale sono state eliminate solamente dalla forte Norvegia in semifinale, ma grazie al quale sono riuscite a qualificarsi per il Mondiale Under 20 del 2012, avevano iniziato l’avventura giapponese (è in Giappone che stanno affrontando l’ambizioso torneo) davvero col piede giusto e lo spirito italiano: sapendo dunque sorprendere (dominando, come detto, il Brasile) e anche soffrire (stringendo i denti nelle difficoltà quando le verdeoro avevano ripreso vigore). Peccato anche perché nel primo match era andata a segno una fiorentina doc e a noi del Brivido Sportivo piace ricordarla quella rete che ci consola un po’ dopo la ‘risolata’ presa dalle coreane.

L’esordio assoluto della manifestazione mondiale (coinciso con l’esordio dell’Italia stessa) aveva visto le Azzurrine protagoniste di una partita difficile ma che erano riuscite a tenere in pugno fino al 92’. Sì, perché il 19 agosto a Saitama le ragazze di Corradini (inserite nel girone B con Brasile, Corea del Sud e Nigeria) hanno affrontato le brasiliane e nel primo tempo sono riuscite a metterle in difficoltà tanto da passare in vantaggio al 38’ su calcio di punizione dalla distanza che ha realizzato la fiorentina Elena Linari, difensore dell’ACF Firenze e del team azzurro. Dopo il fallo subito dal capitano Rosucci, Linari si è incaricata di calciare e, con potenza ma anche precisione, ha realizzato quello che in gergo usa chiamarsi ‘eurogol’. Una fucilata ficcante e precisa che è andata ad infilarsi al sette alla destra del portiere brasiliano per l’1-0 azzurro. La gioia di Linari è stata incontenibile. Quello è stato il gol di apertura del Mondiale in Giappone nonché una rete decisamente pesante (poi purtroppo pareggiata al 92’, dopo che l’Italia è rimasta in 10 contro 11 in virtù dell’espulsione di Di Criscio, e senza allenatore in panchina – espulso anche Corradini –, da un gol di Amanda in seguito ad un sombrero ai danni di Salvai e un pallonetto, chissà poi quanto voluto, sul quale Giuliani non ha potuto niente): «Diciamo che ancora adesso non capisco quello che ho combinato – ha detto in esclusiva al Brivido Sportivo – Più rivedo il gol e più mi meraviglio di me stessa. Un gol che mi ha resa pazza di gioia perché nel giro di due settimane è stato il secondo segnato in Nazionale (il primo nell’ultima amichevole pre-Mondiale dell’11 agosto scorso contro l’Argentina vinta dall’Italia per 4-3, e il secondo contro il Brasile qui al Mondiale). Gol, quest’ultimo, che sicuramente resterà il più bello e il più importante della mia vita».
Un gol seguito da un’esultanza piena di… baci. A chi erano rivolti?
«Prima di tutto ai miei genitori che erano a vedermi allo stadio e resteranno per tutta la fase a gironi per poi tornare a Firenze per esigenze di lavoro anche se sperano di continuare a vedermi in tv… Significherebbe aver passato il turno (che sarebbe il nostro obiettivo). Poi diciamo che quel gesto è riferito a tutti coloro che hanno sempre creduto in me e a mio nonno che è in cielo, a cui ho sempre dedicato tutte le mie prestazioni migliori e le mie partite in Nazionale».
Ci racconta le sue sensazioni relative a questa esperienza in Giappone e al caldo che forse sta condizionando tutte le atlete?
«Sicuramente un’esperienza unica. Intanto posso dire che qui è tutto fantastico. Ci fanno sentire a casa e ci danno tutto quello di cui abbiamo bisogno, basta chiedere. Sono molto organizzati. Il Giappone è un paese unico che spero di avere la possibilità anche di visitare. Nel frattempo ci hanno portate all’Ambasciata italiana nella capitale giapponese e abbiamo visto la torre di Tokyo, che sembra né più, né meno una Torre Eiffel in miniatura. Per quanto riguarda il caldo, sì, fa molto caldo, ma quello che maggiormente dà noia è il tasso di umidità. Quando siamo arrivate in Giappone, durante i primi allenamenti, grondavamo di sudore ogni venti secondi, ma piano, piano ci stiamo ambientando».
Sicuramente soddisfatte del vostro esordio, un po’ meno della partita contro la Corea?
«Sì, peccato solo per il pareggio alla fine della partita col Brasile, ma in inferiorità numerica abbiamo chiesto anche troppo a noi stesse. Per quanto riguarda la sconfitta contro la Corea, ogni tanto capita la partita ‘no’, quella in cui ti sfianchi, corri per un obiettivo ma sembra che il risultato che cerchi diventi irraggiungibile. Ecco credo che ci sia successo questo, forse anche per la mancata esperienza o perché non siamo entrate con il piglio giusto in campo. Fatto sta che abbiamo sbagliato dall’inizio alla fine non riuscendo a creare contro la Corea quello che avevamo creato contro il Brasile. Non ci riusciva niente e ci stancavamo a rincorrere loro, quando invece una squadra come la nostra dovrebbe sempre essere rincorsa. Poi è vero che loro hanno dimostrato di essere una squadra organizzata e tecnica, ma siamo state noi a sbagliare troppo. Adesso, come ha detto il mister, dobbiamo cercare di rimboccarci le maniche, capire gli errori, superarli e vincere contro la Nigeria, visto che è l'unica soluzione per sperare di passare il turno».
Un’ultima cosa: che differenza ha notato tra l’Europeo dello scorso anno e il Mondiale che sta giocando con la maglia azzurra?
«In un Mondiale le squadre sono tutte preparate e tutte possono farti male, mentre in un Europeo sai sempre in linea di massima con quali avversari te la giochi e con quali non hai scampo. Il Mondiale è ‘un mondo nuovo’ in cui nessuno conosce l'altra, quindi ogni partita te la giochi, come abbiamo fatto noi con il Brasile. Il calcio è anche questo, per fortuna…».
E ora, dopo la brutta e netta sconfitta per 2-0 (reti di Lee Geummin al 54’ e di Jeoun Eunha al 56’, ma il passivo poteva essere più pesante) contro la Corea di mercoledì 22 agosto (ahimè meritata in quanto l’Italia, rimasta senza Alborghetti uscita per infortunio, senza Filippozzi uscita anzitempo e ancora in inferiorità numerica per l’espulsione di Michela Franco, si è letteralmente fatta schiacciare dall’avversario, esaltando le doti del proprio portiere Laura Giuliani), domani a Kobe le Azzurrine scenderanno ancora in campo per l’ultimo match del girone contro la Nigeria. In bocca al lupo alle ragazze che ci credono ancora (e fanno bene!) e alla nostra Linari (tifosissima viola), che comunque sarà ricordata per il grande gol segnato in questo Mondiale. Almeno quello, nel caso in cui la squadra dovesse essere eliminata, sarà un piccolo-grande ‘premio di consolazione’. (Ringraziamo l’Ufficio Stampa della Figc per la concessione delle immagini).

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