Speciale Moena - Montella: "Puntiamo all'Europa, ma ora aspetto i rinforzi con fiducia"

di Michela Lanza

MOENA – Vincenzo Montella scalpita. Vivace, schietto, ironico e senza peli sulla lingua, attende rinforzi dal mercato ma ha già ben chiari quali saranno gli obiettivi della Fiorentina per la stagione 2012-13. E dopo i primi giorni di lavoro e di conoscenza del gruppo (o quello che per adesso è rimasto del gruppo) ha fatto un suo primo bilancio garantendo l’obiettivo minimo e massimo impegno: «Il lavoro prosegue bene. Ci stiamo allenando da dieci giorni, anche se ufficialmente il ritiro è iniziato lunedì scorso qui a Moena. Per quanto mi riguarda non posso che essere contento del lavoro che stanno svolgendo i ragazzi. C’è la massima disponibilità, anche se per adesso l’entusiasmo non è alle stelle e spero di acquisirlo il prima possibile. Perché manca l’entusiasmo? Perché il gruppo si sente incompleto. Magari qualcuno qualche pensiero in questo senso può averlo, anche se fuori luogo, ma nel momento in cui arriveranno nuovi giocatori l’entusiasmo crescerà». E allora Montella si rimette al lavoro dei suoi dirigenti e alla passione dei Della Valle con la certezza che il mercato in entrata regalerà presto al gruppo materiale umano e tecnico importante: «Sono molto fiducioso perché ho visto l’entusiasmo della società, della proprietà. Ad oggi questo non si può assaggiare perché ci sono stati pochi arrivi ma, ripeto, sono molto fiducioso. Mi sarebbe piaciuto avere qualche giocatore in più a disposizione e mi auguro che arrivino al più presto, ma mi adatto. Mi aspetto quanto prima che la squadra venga non dico completata ma almeno integrata».

TANTI ADDII E UN DUBBIO CHIAMATO JO JO. Per adesso il neo tecnico viola ha dovuto fare i conti con tante partenze, molte delle quali inevitabili. Nessun dramma, però, neanche per la cessione di Valon Behrami: «È un giocatore di grandissimo temperamento che può ricoprire più ruoli. Nella nostra squadra dopo la sua partenza, c’è una mancanza in più, non ci sono dubbi. Adesso, oltre a uomini di qualità, avremo bisogno di un giocatore dal suo temperamento da mettere al suo posto, ma non me ne voglia Valon: credo che sia necessario avere giocatori che rimangano contenti di indossare la maglia della Fiorentina. Abbiamo bisogno di riappropriarci dei nostri tifosi perché siamo in debito con loro e per farlo servono, appunto, calciatori motivati». Poi l’attenzione si sposta sul caso Jovetic, sulle voci di un suo possibile trasferimento, sul famoso colloquio tra lo stesso giocatore e l’allenatore. Montella, da parte sua, non nega l’importanza del montenegrino: «Ormai il calcio di oggi, il professionismo di oggi è abituato anche a queste continue voci sui giocatori. È una situazione particolare come ce ne sono tantissime, ma non dobbiamo farci condizionare. La società ha espresso chiaramente la propria volontà. Adesso spetta a Stevan fare le proprie valutazioni e poi ci dovrà essere una squadra che lo vuole prendere. Io sono stato molto chiaro internamente e la società conosce i miei pensieri perfettamente, ma non voglio farmi facili amici con dichiarazioni su di lui che fanno piacere al pubblico. È chiaro – ha continuato l’Aeroplanino – che Stevan sia un giocatore che mi piacerebbe allenare, ma la situazione è chiara ed è inutile tornarci sopra. Se è più motivato o pensieroso? Si può essere sia motivati che pensierosi, probabilmente è tutti e due. Col giocatore ho parlato il primo giorno per capirne le intenzioni con la promessa che non ne avrei poi esposto a nessuno quello che ci siamo detti perché credo nel rapporto coi giocatori. Posso dire che lo vedo allenarsi bene, anche se a volte è pensieroso. Ad oggi lo considero un giocatore a tutti gli effetti della Fiorentina, fino a prova contraria. Se poi dovesse andare via e non dovesse arrivare nessuno – ci ha scherzato su l’allenatore viola – giocherei io». Potrebbe essere un’idea affascinante, ma ad oggi il numero 8 fa parte della rosa e allora come lo impiegherebbe Montella? Sul suo ruolo, negli anni, ci sono state polemiche e più idee di pensiero: «Jovetic centravanti? Nel suo paese ha giocato così, ma può giocare anche partendo da sinistra. Ad oggi il giudizio su di lui ce l’ho chiaro: lo farei partire proprio da sinistra perché lo conosco bene in quella posizione. Se mi dispiacerebbe vederlo andare alla Juventus? Se devo fare contenti i tifosi dico si, ma non voglio le simpatie della gente per questo. Però mi auguro che rimanga». L’addio di Jovetic vorrebbe anche dire un altro capitano (o papabile) che se ne va. E a tal proposito Montella è stato categorico: «Quello del capitano è un ruolo importantissimo e deve rispettare determinati parametri comportamentali. La scelta la farò io e non è detto che giochi sempre titolare, così come non è detto che colui che avrà la fascia al braccio nell’amichevole contro il Monte Pallidi l’avrà sempre».

ARRIVI E PARTENZE IN STAND-BY. Chiusa la parentesi Jovetic, l’attenzione si sposta su due nomi caldi, uno in entrata, Emiliano Viviano, l’altro in uscita, Juan Manuel Vargas: «Viviano lo stiamo aspettando – ha detto Montella – ci piace non solo per le sue doti tecniche, non solo per le sue doti di tifoso, ma anche per le doti temperamentali che ha. Mi auguro che la situazione si possa sbloccare quanto prima. Per quanto riguarda Vargas, invece, si sta allenando col suo carattere. Vedo disponibilità, forse non massimale come piacerebbe a me. Però, anche se in passato ha commesso degli errori, non è facile allenarsi sapendo che forse non farà parte della squadra. Mi sembra siano un paio di anni gli succede così e poi alla fine è sempre rimasto». Poi una parentesi sul comportamento che deve tenere la squadra: «Il comportamento è molto importante per un giocatore, è un valore aggiunto, anche perché sennò la squadra, com’è successo anche alla Fiorentina in passato, magari rischia di rimanere in dieci in seguito a momenti di isteria. Sul comportamento da tenere in campo sono rigiro perché ha lo stesso peso di un bel gol da trenta metri. Fuori dal campo, poi, non importa andare tutti d’accordo. A Roma, quando ho vinto lo scudetto, il gruppo non andava d’accordo. Per vincere non serve andare a cena insieme».

I NUOVI VOLTI E GLI OBIETTIVI. Se esiste poca chiarezza su quei giocatori attorno ai quali veleggiano ancora incertezza e mistero, non si può dire la stessa cosa su quegli elementi che sono già arrivati a rinforzare la compagine viola. Montella ha già iniziato a tessere le lodi di El Hamdaoui: «Ha grandi qualità e abilità realizzative, lo dice la sua storia. Non può essere al meglio ma ha voglia di imporsi, è motivato. E questo è un valore. Roncaglia? Mi è piaciuto il modo con cui si è approcciato, si vede che anche lui ha voglia e fame di imporsi. Adesso aspettiamo i nuovi arrivi. Quello che conta è che arrivi gente motivata a giocare per questa squadra: lo vogliono i tifosi e lo vuole la società. Solo così si può ricreare entusiasmo. L’obiettivo principale è quello di ricreare un’idea di gioco per tornare a far divertire la gente. Poi è chiaro che c’è la volontà di tornare a lottare per un posto in Europa, se poi arrivasse qualcosa in più, vediamo se possiamo arrivare più in alto. La mia voglia di lavorare sarà massimale – promette Montella – ma (sottolinea) sarà necessario qualche intervento in determinati punti del campo. In base ai giocatori che arriveranno, fisseremo meglio gli obiettivi. Il reparto che necessita maggiore intervento è il centrocampo, poi le squadre si possono migliorare anche dove si è già coperti». Più chiaro di così non poteva essere: la Fiorentina vuole e deve tornare in Europa, ma solo dopo aver toccato con mano quella che sarà la sua nuova squadra, potrà sbilanciarsi sul traguardo che la Fiorentina potrà centrare. E se tutto va come deve andare, che i signori si accomodino… C’è da salire tutti sulla giostra del divertimento di Montella. 

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