Speciale Moena - Roncaglia e El Hamdaoui: se il buongiorno si vede dal mattino...

di Michela Lanza

MOENA – Ci sono ‘personaggi’ che fanno la differenza e i primi due nuovi arrivati in casa viola, Mounir El Hamdaoui e Facundo Roncaglia, non sono un’eccezione. Già dalle prime uscite, infatti, sembrano aver fatto breccia nelle simpatie del popolo viola con la loro personalità, le loro caratteristiche e i loro volti da duri, nonché con la loro fame di… Fiorentina.
 

LA COLONIA ARGENTINA. Firenze s’innamora molto facilmente degli argentini e quando questo accade, di solito, è per sempre. Certo, non tutti hanno lasciato il segno. Alcuni sono stati vere e proprie meteore come Oscar Dertycia, Diego Latorre, Antonio Mohamed, Ezequiel Gonzalez, Mario Bolatti e Santiago Silva, per esempio, ma molti vengono comunque ricordati con simpatia, con un sorriso, mentre i campioni vengono rievocati con nostalgia e orgoglio. E con infinita riconoscenza. Francisco Lojacono, Miguel Montuori, Daniel Bertoni, Daniel Passarella, Ramon Diaz e soprattutto lui, Gabriel Batistuta, sono solo alcuni nomi che sono entrati di diritto nella storia della Fiorentina. Molti attaccanti e un difensore (ma che difensore!), ognuno con la loro spiccata personalità, con il proprio carattere e le proprie caratteristiche. Ed oggi, dopo il duttile Santana che ha danzato nell’epoca Prandelli, è arrivato in viola Facundo Roncaglia, difensore tosto dallo sguardo cattivo, proveniente dal Boca Juniors. La speranza dei tifosi è possa seguire le tracce del suo più grande predecessore, ‘El Caudillo’ Passarella appunto, perché l’aria da duro non gli manca per niente. Ruvido, risoluto, potente e determinato, non ha perso tempo ed ha voluto raggiungere i suoi nuovi compagni a Moena prima possibile nonostante abbia partecipato da poco col Boca Juniors alla Coppa Libertadores. Così il 18 luglio è arrivato in Val di Fassa con la voglia di farsi conoscere dal suo nuovo allenatore e conquistare un posto nella linea difensiva della Fiorentina del presente e del futuro: «Mi hanno parlato molto bene di Firenze e dei suoi tifosi molto caldi. La Fiorentina è una grande squadra, nonostante sia reduce da una brutta stagione. Sono contento dell’accoglienza dei tifosi, conosco il loro attaccamento ai campioni argentini che hanno fatto la storia viola. Spero di ripagare la fiducia di tutti». Non ama parlare delle sue caratteristiche (può giocare sia come centrale che come terzino destro), ma riconosce la sua propensione ad inserirsi in fase offensiva sui calci piazzati (ha un ottimo tempismo, un ottimo colpo di testa e anche discreti piedi) e ad andare in gol. Non è un caso, dunque che già nelle prime due amichevoli giocate dai viola Moena, oltre ad aver dimostrato la sua attitudine ai contrasti decisi, sia entrato nel tabellino dei marcatori: particolarmente bello il sinistro al giro contro il Vigonovo che si è infilato sotto la traversa, dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Un gol che ha riscosso i primi grandi applausi dei tifosi presenti che hanno subito apprezzato il suo temperamento. Insomma, Roncaglia, giocatore dalle origini italiane (vicentine per la precisione) si sta ambientando alla velocità della luce e addirittura sembra abbia già portato nello spogliatoio la sua indole sudamericana ascoltando musica e non esitando a muovere qualche passo al ritmo di danza.

RAMADAN E GOL. Se Roncaglia si è presentato con lo sguardo grintoso alla Passarella che piace tanto alla gente, l’attaccante olandese di origini marocchine Mounir El Hamdaoui ha esordito nel migliore dei modi, col miglior biglietto da visita per un attaccante, ovvero timbrando il cartellino del gol con una regolarità inaspettata da molti e con una forma già accettabile nonostante il lungo periodo di inattività. Infatti nelle prime due uscite, seppur contro formazioni tutt’altro che rilevanti, è riuscito a gonfiare la rete ben 8 volte (3 i gol segnati con la squadra del Monti Pallidi e ben 5 contro il Vigonovo). Alcune davvero di pregevole fattura e questo ha certamente rasserenato gli animi di coloro che non riponevano grande fiducia nell’ex giocatore dell’Ajax che, da parte sua, è arrivato a Firenze (e poi nel ritiro di Moena) con un entusiasmo fuori dal normale da un paio di anni da queste parti. Sorridente, soddisfatto e sicuro delle sue qualità, nonché con un bel temperamento, si è detto pronto a mettersi a disposizione di Vincenzo Montella sottolineando quella che è la sua posizione ideale: «Sono molto felice di essere qua, seppur con ritardo di qualche mese. Non sono un centravanti, ma amo agire dietro la punta, muovermi molto e interagire con gli altri. Per me non conta il numero di maglia, quello che conta è come si rende in campo». Idee chiare, poche parole e, per adesso, molti fatti. È sul campo che sta già rispondendo a chi non credeva alle sue qualità. Ed è sempre sul rettangolo di gioco che sta rispondendo a chi ha messo in dubbio la possibilità che le sue condizioni fisiche possano risentire dell’astinenza da partita e del… Ramadan. Infatti il giocatore di fede musulmana sta osservando la rigorosa osservanza del digiuno diurno (e lo farà fino al 20 di agosto) e questo lo costringe a svolgere una sola seduta di allenamento al giorno. Ma non si dice assolutamente preoccupato, questo non andrà ad intralciare o frenare la sua preparazione: «Sono abituato ad osservare il Ramadan da quando avevo diciassette anni, è per questo che dico che non sarà un problema per me». E allora, in attesa di capire se El Hamdaoui (che tutti per comodità e per semplicità hanno già iniziato a chiamare Mounir) giocherà o sarà una riserva di lusso, se affiancherà Jovetic (col quale ha ammesso di avere già un buon feeling) oppure no, il popolo viola può ritenersi soddisfatto del suo dimostrato fiuto del gol (soprattutto dopo l’astinenza di veri bomber nella passata stagione). Per adesso i due neo arrivati hanno superato con buoni voti i primi test. Poi arriverà l’esame finale, quello del campionato, ma di certo se il buongiorno si vede dal mattino…

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