Squadra nuova, vecchio problema

di Michela Lanza

Archiviata l’amarezza di aver buttato via 2 punti al Tardini contro il Parma, la squadra di Montella può finalmente concentrarsi sulla partita di martedì, su quel match tanto atteso con la Juventus che vede inevitabilmente la squadra bianconera favorita su Jovetic & Co.
La Fiorentina, per interrompere il trend positivo della Juventus che dura ormai da 43 partite di campionato, dovrà fare la partita perfetta. Dovrà non sbagliare niente. E soprattutto dovrà avere quel pizzico di fortuna che non guasta mai per portare in porto un risultato inatteso.
Tra oggi e domani, il tecnico napoletano valuterà con i suoi ragazzi tutti gli errori commessi a Parma, cercherà di capire a cos’è dovuto il calo che ha avuto la sua squadra nel secondo tempo, ma soprattutto cercherà di trovare la soluzione al vero problema della Fiorentina: la mancanza di cinismo in zona gol. La differenza tra una grande squadra (come la Juve, ma anche come il Napoli per esempio) e una squadra che studia per diventare grande (come la Fiorentina) sta nella personalità, nel carattere, ma anche… in zona gol.
Partiamo dal presupposto che la Fiorentina, nelle prime quattro giornate di campionato, ha subito solamente 4 reti (di cui una su calcio di rigore). E, per una squadra che ha una difesa completamente nuova (a partire dal portiere), è un buon risultato. Viviano in porta e i tre di difesa hanno dimostrato di avere margini di miglioramento, di poter perfezionare la loro intesa, ma anche di essere già abbastanza affidabili. Se in difesa le pecche sono minime (magari c’è da fare più attenzione all’irruenza che in Italia, squadre come la Fiorentina, pagano senza neanche passare dal via), a centrocampo (altro reparto quasi completamente rinnovato) sono quasi impercettibili. È il reparto che più di tutti (nel bilancio delle quattro partite fin qui disputate) sembra funzionare, tant’è vero che la squadra ha quasi sempre tenuto il pallino del gioco in mano (in casa e in trasferta, calando solamente nel secondo tempo di Parma), proteggendo la fase difensiva e innescando e creando per le punte.
Eccoci alla nota dolente, che resta la stessa. Della serie: ‘squadra nuova, vecchio problema’. L’attacco, o meglio, la fase offensiva. Davanti la Fiorentina è bella, gioca bene, arriva con grande facilità di palleggio al limite dell’area di rigore (grazie anche e soprattutto ai propri centrocampisti). Ma da tanto fumo, troppo spesso finisce per cavarne poco arrosto. E allora, ci si accorge che la Fiorentina fa pochi gol o meglio che avrebbe bisogno di trovare la via della rete con uomini diversi da Jovetic e Toni o Ljajic. Non è possibile aspettare sempre che siano le due punte a fare centro. Ed è solo un caso che questa analisi arrivi dopo l’unica partita in cui la punta di diamante della Fiorentina, Jovetic, è rimasta all’asciutto, mentre è andato a segno un difensore, Roncaglia. È solo un caso perché poi, numeri alla mano, si nota la differenza. La Fiorentina, pur avendo portato più uomini al tiro in porta (sabato si è trovato davanti alla porta pure Cassani che si è conquistato il calcio di rigore clamorosamente fallito da Jo-Jo) e ammesso che qualche centrocampista inizia a provarci dalla distanza (tipo Borja Valero a Parma, ma tutti devono osare di più), è fin qui andata a segno solamente con Jovetic, Toni e Roncaglia. Tre soli uomini. La Juventus, regina del campionato nonché prossimo avversario dei viola, è invece andata a segno già con otto uomini solo nelle prime quattro giornate di campionato: Vucinic, Giovinco, Quagliarella, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Asamoah e Lichtsteiner (ed è solo un caso che Marchisio non sia ancora entrato in un tabellino dei marcatori, vista la sua propensione agli inserimenti e i 9 gol segnati nello scorso campionato, come una vera e propria punta aggiunta). Nella Juventus di Conte, dunque, tutti gli elementi della squadra da centrocampo in su sono un pericolo per l’avversario.
Allora è palese che manchi ancora qualcosa alla Fiorentina per poterla annoverare tra le ‘grandi’, ma non ci sono dubbi che sia sulla strada giusta per esserlo. Serviranno un po’ di cinismo, cattiveria e un pizzico di convinzione in più nei propri mezzi per poter davvero fare un altro piccolo salto di qualità. Magari, già martedì, andrà a segno un volto nuovo. Oppure no. L’importante sarebbe riuscire a sfruttare meglio il volume di gioco che la squadra crea, perché i gol fatti non sono direttamente proporzionali alle azioni create. E ancor più importante sarebbe riuscire a chiudere le partite nel momento in cui si hanno le capacità di farlo, altrimenti il calcio è spietato e come più volte ha dimostrato: chi sbaglia, paga.
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