Un grande ex e un cavallo di ritorno: ecco Fiorentina-Catania

di Michela Lanza

È di nuovo tempo di campionato, finalmente. Anche perché l’interruzione per lo spettacolo squallido e noioso offerto dalla nostra nazionale contro Bulgaria e Malta non ha fatto altro che aumentare la voglia di tornare a vedere giocare al calcio (soprattutto a Firenze) perché è quello che la Fiorentina di Montella fa.
E allora i viola riprenderanno il discorso dove l’avevano interrotto (a Napoli, dove hanno perso seppur immeritatamente e seppur battendo sul piano del gioco una squadra organizzata e amalgamata come quella di Mazzarri) e lo riprenderanno questo pomeriggio al Franchi contro il Catania di Maran (ops, di Montella). Di Montella perché gli etnei non hanno cambiato di una virgola il loro undici titolare, né il loro modo di intendere calcio, né il loro modulo, né tantomeno la loro mentalità dove la prerogativa è una su tutte: esprimere bel calcio. Caratteristiche inculcate lo scorso anno dall’attuale tecnico della Fiorentina a Lodi & Co. che l’intelligente Maran ha deciso di mantenere e seguire con i suoi metodi di lavoro, è chiaro, ma senza stravolgere niente. Proprio niente.
E allora la sfida di questo pomeriggio si preannuncia sulla carta alla portata della Fiorentina, compagine tecnicamente superiore a quella siciliana, ma allo stesso tempo assai delicata per la pericolosità che gli uomini di Maran (da centrocampo in su) sanno sprigionare. È vero che Montella conosce a memoria ogni movimento, ogni caratteristica, ogni pregio e difetto dei suoi ex giocatori, ma è proprio per questo che sa che l’attenzione dovrà essere alle stelle. Montella sa che il Catania può diventare pericoloso in velocità, che sa essere pure imprevedibile, che può mettere in difficoltà sui calci piazzati. Niente dunque dovrà essere lasciato al caso e tantomeno nessuno dovrà pensare ad una partita ‘semplice’, seppur assolutamente da vincere. Sarebbe troppo importante uscire dal Franchi questo pomeriggio con tre punti conquistati che permetterebbero alla Fiorentina di rimanere certamente nella scia europea e che le darebbero una maggiore convinzione nei propri mezzi.
Tutto è affidato ai piedi buoni dei centrocampisti viola, ma soprattutto alle giocate del solito Jovetic. Ma se non dovesse bastare Jo-Jo per avere la meglio sul Catania (per adesso, le tre reti segnate dai viola in campionato, portano tutte la sua firma) allora il tecnico gigliato ha pronto il suo asso nella manica per scardinare la difesa etnea: la carta Toni, il figliol prodigo tornato a casa dopo cinque anni a giro per il mondo tra Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus e Al-Nasr. Un Toni che non è tornato in riva all’Arno per fare la comparsa, né per essere deriso, ma che ha voglia di dimostrare ancora il suo valore in zona gol. Dunque ricomincerà da… 47 reti segnate in 67 presenze in A con la maglia della Fiorentina. E da lì punterà a salire le postazioni dei bomber viola di tutti i tempi nella massima serie, dove al momento si trova 10°. Nel mirino ha già messo Gilardino (48 reti in 118 presenze) e Menti (49 reti in 93 partite), ma non è da escludere che l’orgoglio del centravanti di Pavullo non gli permetta di alzare subito l’asticella e puntare a raggiungere Mutu (54 gol in e 112 gare) e Virgili (55 reti in 101 presenze). Il numero 30 viola ha già lanciato la sfida a se stesso e ai colleghi Ljajic ed El Hamdaoui: lui è qui per giocare e non per guardare. Lui è qui per fare quello che ha sempre saputo fare: gonfiare la rete. Lui è qui per rivivere momenti gloriosi che solo Firenze, con il suo pubblico e la sua solarità, ha saputo regalargli. Del resto anche Andrea Della Valle ha chiesto a Toni di tornare subito protagonista, dunque tutta la città aspetta il suo rientro in campo, il suo secondo esordio in A in maglia viola bagnato con gol (è stato così 7 anni fa quando segnò in casa contro la Sampdoria e tutti si augurano possa essere così anche questa volta), la sua esultanza. E tutto sembrerà immutato nel tempo. Come se Toni-gol non avesse mai lasciato Firenze. Come se fosse sempre rimasto all’ombra della Fiesole.
In sintesi oggi sarà una giornata caratterizzata da grandi emozioni: Montella che affronta i suoi ‘uomini’ (quelli dei record, per intenderci, quelli che hanno conquistato 48 punti nella scorsa stagione come mai il Catania aveva fatto nella sua storia, sfiorando addirittura un posto in Europa) per la prima volta da ex, Toni che potrebbe tornare a calcare il manto erboso del Franchi. Verrebbe da chiedersi (e da scommettere) chi sarà capace di emozionarsi di più… L’augurio è che vinca l’emozione della gente di Firenze, con Andrea Della Valle in testa, che possa regalare un’altra immagine godereccia del suo essere tifoso felice di vedere tornare la sua squadra tra le regine del calcio italiano, a dimostrazione che il primo ciclo ‘vincente’ della gestione Della Valle era frutto di un progetto e non merito di un (solo) singolo.
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