Le grandi squadre le fanno i grandi centrocampisti

di Michela Lanza

Montolivo che se n’è andato per molti da ‘traditore’. Behrami che se n’è andato lasciando rammarico e amarezza nel cuore di molti tifosi. Kharja che se n’è invece andato per buona pace del popolo viola. Marchionni che se n’è andato in silenzio a scadenza di contratto e lasciando in un sentimento di indifferenza i fiorentini. Un centrocampo che prima della partenza per Moena aveva nei suoi effettivi i soli Lazzari e Olivera (più Romulo) e che faceva preoccupare non poco gli appassionati di Fiorentina che assistevano allarmati allo smantellamento della vecchia guardia, non convinti di tornare ben presto a sorridere per una linea mediana che mai negli ultimi anni ha presentato tanta qualità.
E allora ecco che oggi, dopo la prima ufficiale in campionato contro la tosta Udinese in vantaggio di condizione rispetto alla Fiorentina e accorsa al Franchi volutamente rimaneggiata in cerca di un punto che l’avrebbe comunque soddisfatta (non era facile per la squadra di Montella penetrare il muro bianconero), i tifosi viola si sono svegliati da un incubo per entrare in un sogno: del centrocampo dello scorso anno non c’è più neanche l’ombra (per fortuna) e neanche il grintoso e amato Behrami è stato pensato davanti a tanta qualità materializzatasi davanti agli occhi dei presenti al Franchi.
David Pizarro in regia è una garanzia, un uomo con piedi buoni e cervello veloce, con l’esperienza del veterano, l’intelligenza tattica di pochi e la precisione di (quasi) nessuno. Difficile vederlo perdere un pallone, ancora di più vederlo arrancare o trovarsi in difficoltà davanti ad un avversario in pressing. E poi non sbaglia un lancio: come avesse nei piedi un compasso, disegna traiettorie e verticalizzazioni di 30-40 metri che raggiungono i compagni cadendo alla perfezione davanti ai loro piedi. Un giocatore indispensabile affiancato da due interni di centrocampo che, come lui, hanno tecnica e visione di gioco: Borja Valero e Alberto Aquilani. Lo spagnolo ha giocato una partita importante, dimostrando personalità da giocatore di livello europeo, piedi buoni e un già spiccato adattamento al calcio italiano. È stato sotto gli occhi di tutti come i compagni di squadra, e in particolar modo Gonzalo Rodriguez arrivato a Firenze come lui dal Villareal, si appoggiassero costantemente a lui (oltre che a Pizarro) per far ripartire la manovra offensiva della squadra di Montella. Valero è un uomo che in campo non ha timori né paure e, così come Pizarro, è un uomo d’ordine fondamentale nel centrocampo gigliato. I due hanno giocato una quantità infinita di palloni. Non c’è azione che non venga innescata dal loro intuito e dalla loro tecnica sublime. Se Valero e Pizarro sono stati i due uomini di esperienza e metronomi del centrocampo viola, Romulo ha giocato (e convinto) a fianco a loro nel ruolo di interno destro. Il brasiliano, fino ad oggi tenuto in naftalina, sottovalutato e snobbato da critica e in parte dagli addetti ai lavori, sta dimostrando che, grazie al gran cuore, alla duttilità, alla sua velocità e al suo spirito di sacrificio, in questa rosa ci può stare e bene. E, come fosse un vero nuovo acquisto, è la prima alternativa ad Alberto Aquilani, il reale gemello di Pizarro e Valero. Il tassello che completa la affascinante e brillante linea mediana costruita dal trio Montella-Pradè-Macià. Un centrocampo costruito con l’unico intento di divertire ed avere costantemente il pallino del gioco in mano (cosa che è successa già ieri sera contro l’Udinese di Guidolin). Rimanendo su Aquilani, è evidente come il suo ingresso in campo (insieme a quelli di El Hamdaoui e Cuadrado) abbia influito positivamente sul risultato finale. È entrato un numero 10 degno di indossare quella maglia così prestigiosa in riva all’Arno (e questo è già un punto a suo vantaggio). È entrato ed ha pennellato un lancio di 40 metri che ha tagliato tutto il campo raggiungendo Jovetic che, poi, ha altrettanto tirato fuori dal cilindro una giocata delle sue (con tanto di doppio passo e tiro di biliardo) per siglare il gol che è valso la prima vittoria in campionato della Fiorentina. Insomma è stato assolutamente un Aquilani versione-Antognoni quello che ha fatto il suo esordio in assoluto con la maglia viola. Un centrocampista dai piedi vellutati che, come ha voluto ribadire egli stesso, non ha nelle sue corde le magie che furono di Baggio (“Un orgoglio da indossare la numero 10 viola – ha dichiarato recentemente dal ritiro della Nazionale – però io non sono un classico dieci, la gente non si aspetti da me numeri da circo. E’ una responsabilità importante, me la sono presa e provo ad indossarla con onore fino a quando posso”), ma che ha tutte le carte in regola per indossare quel 10 sulla schiena con orgoglio e per deliziare la platea con lanci millimetrici come quello applaudito ieri. Del resto, pure Antognoni non era un giocatore con le caratteristiche di Baggio, ma la sua classe, il suo portamento in campo, il suo modo di essere leader e la sua nobile eleganza lo hanno eletto (a ragione) 10 per eccellenza.
Insomma il tridente Valero-Pizarro-Aquilani è di assoluta qualità. È un signor centrocampo (supportato poi dagli esterni Pasqual, Cassani e, in particolar modo Cuadrado, tutti e tre abili in fase offensiva e pure in fase difensiva), uno di quei reparti che può elevare l’asticella della squadra alzandone il livello e farla diventare da buona a grande. Sì, perché le grandi squadre le fanno i grandi centrocampisti, quando riescono a supportare e innescare la fase d’attacco ma alla stessa maniera riescono a proteggere il reparto arretrato dalle offensive avversarie. Quando riescono a fare velo, ad interdire i pericoli per poi, coi tempi giusti, ripartire e creare, allora si possono definire ‘grandi centrocampisti’. Non tutti possono avere Pirlo, è vero. Ma, per il gioco che Montella ha vestito alla sua Fiorentina, avere tre ‘tenori del bel gioco’ come i tre sopra-citati non è roba da poco. E ancora hanno da perfezionare intesa e misure nel modo migliore, la perfetta sintonia tra di sé. Una volta fatto… sarà musica per le orecchie del bel gioco e dei tifosi viola. Sarà una Fiorentina da gran galà del calcio. La Sig.ra più elegante della serie A. Una squadra scintillante e chic. Chapeau!

Foto: LF/Fiorentinanews.com

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