Quando Quagliarella volle la maglia di Montella

di Michela Lanza

C’era una volta un piccolo scugnizzo napoletano che sognava di calpestare i campi della serie A e sognava di conoscere il suo idolo… uno, per intenderci, napoletano come lui e forte quanto basta per innamorarsene calcisticamente. Stiamo parlando di Fabio Quagliarella, nativo di Castellammare di Stabia, e della sua ammirazione nei confronti di Vincenzo Montella da Castello di Cisterna.
Quando l’attuale attaccante della Juventus militava nella Florentia Viola (stagione 2002-03) aveva appena 19 anni. Era un giovane che proveniva dal Torino, che aveva già debuttato in serie A (contava 5 presenze nella massima serie con la maglia granata), ma che doveva ancora maturare, crescere. Così la società dei Della Valle, grazie all’intuito del suo uomo mercato (Giovanni Galli), pensò di prelevarlo e puntare su di lui. Giocare la serie C2 con la maglia della squadra di Firenze lo avrebbe potuto consacrare, anche perché le sue qualità tecniche erano palesi. Qualità, però, mai apprezzate dal tecnico di allora, Alberto Cavasin, che gli preferiva spesso e volentieri Evacuo e, talvolta, pure Turchetta (rigorosamente in coppia con Riganò). Lo dimostrano i numeri: 20 presenze per Evacuo, 13 presenze ciascuno per Turchetta e Cicconi e solamente 12 gettoni ‘viola’ per Quagliarella (ma in quella ‘mandata’ Cavasin bocciò pure Diamanti, anche lui 19 anni, al quale concesse solo 3 apparizioni in serie C2. Ma quella è un’altra storia…). Nei sogni di Quagliarella, dicevamo, c’era – come per ogni giovane che si affaccia al professionismo – quello di arrivare a sfondare tra i grandi del calcio, di diventare un top player, di diventare forte quanto il suo idolo Vincenzo Montella. Ebbene sì. L’attaccante napoletano ha sempre stimato l’Aeroplanino che all’epoca militava nella Roma da quattro anni e aveva fatto parte della squadra che aveva vinto lo scudetto e che proponeva un attacco tutto potenza e fantasia formato da Batistuta, Montella, Totti e, addirittura, Delvecchio. Quagliarella era talmente ‘innamorato’ di Montella che chiese ad una conoscente che avevano in comune i due di poter avere una sua maglietta da gioco. E così nel mese di gennaio del 2003 (a pochi giorni dal suo ventesimo compleanno) il giovanissimo attaccante della Florentia Viola ricevette in omaggio la maglia del suo idolo. Magari quella maglietta gli ha pure portato fortuna, vista la brillante carriera che poi ha avuto e sta avendo tutt’ora e che l’ha portato fino a vestire la maglia della Nazionale italiana con la quale conta 25 presenze e 7 reti.
Com’è strano il fato! E se adesso Quagliarella si ritrovasse ad essere allenato da Montella e tornasse a Firenze? Forse ci sarebbe un po’ di amarezza per il fatto di dover lasciare la squadra campione d’Italia, ma probabilmente anche una buona dose di entusiasmo per iniziare una nuova avventura agli ordini dell’attaccante che da ragazzo ammirava con tanta stima. E poi un po’ di voglia di rivincita nei confronti di chi a Firenze non aveva creduto in lui, nei confronti di chi lo ha messo ai margini del calcio italiano e, perché no, anche nei confronti della sfortuna. A Firenze potrebbe tornare quello di Udine. E potrebbe regalare gioie al ‘suo’ attaccante del cuore, Montella. Chissà se nelle poche occasioni in cui i due si sono affrontati da avversari, all’attuale tecnico viola sarà mai stato confessato che quello ‘scugnizzo’ di nome Quagliarella dieci anni fa chiese la sua maglia. E Chissà se quella maglia ce l’ha ancora. Sarebbe curioso saperlo. Per adesso accontentiamoci di conoscere quale sarà il futuro di Quagliarella. Ma soprattutto quale quello della Fiorentina. Nel frattempo, mentre aspettiamo con ansia di conoscere le verità che ci svelerà il mercato, ci attendiamo alle voci, ai mormorii, alle supposizioni. E tra queste, quella del ritorno di Quagliarella (rilanciata proprio oggi a gran voce) non sembra di quelle maggiormente fuori portata.

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