FOCUS - Con Rossi nella storia

di Michela Lanza

Che risveglio amaro e incazzato (per dirla con le parole di Andrea Della Valle). Altro che soddisfazione ai tifosi viola! Ieri sera la squadra di Rossi li ha ‘uccisi’ i tifosi viola. Li ha mortificati nell’orgoglio mettendoli alla berlina ed esponendoli ai pesanti sfottò che arriveranno da ogni parte del contado fiorentino dove risiedono molti ‘gobbi’. Un 5-0 così rimane nella storia della società. Una sconfitta così verrà ricordata nel tempo e ‘loro’, i bianconeri, derideranno i fiorentini nei secoli dei secoli. Amen…
Senza orgoglio né dignità (ma anche senza schemi) l’undici viola è sceso in campo e dopo appena 15 minuti ha finito la benzina e si è lasciato torturare dalla Juventus che nel giro di 12 minuti prima passa in vantaggio Vucinic, poi rimane con un uomo in più (espulsione tutt’altro che giusta, il giallo sarebbe stato più adeguato) e poi raddoppia con Vidal. Al 27’ del primo tempo la partita della Fiorentina era già finita. L’unica squadra ad essere in campo è rimasta la Juventus che, senza pensarci troppo e con la stessa grinta del suo allenatore, ha deciso di umiliare una squadra e una città intera. La Juve vista ieri sera al Franchi ha trattato i viola perfino peggio rispetto alla gara di andata, dove la Fiorentina pur essendo schiacciata sul piano del gioco, almeno era riuscita a rimanere in partita fino al 90’. La Juve vista ieri sera meriterebbe lo scudetto per la determinazione, per l’aggressività, per la risolutezza dimostrate. Quando una squadra sul 3-0 pressa i difensori avversari… beh, tanto di cappello!
La Fiorentina, invece, non ha assimilato la grinta di Mihajlovic prima, né gli schemi di Rossi oggi. Con una differenza: da quando è arrivato il tecnico romagnolo, la squadra ha iniziato a fare acqua in difesa ed ha peggiorato (e di molto, con 24 reti subite in 18 partite contro le 9 in 10 partite prese dalla squadra di Sinisa) la propria media punti a partita tanto che oggi è addirittura agghiacciante: 18 partite, 8 sconfitte, 5 vittorie e 5 pareggi per un totale di 20 punti (1,11 a gara). Detto di questo ruolino di marcia indecoroso che Firenze non merita, c’è da registrare un record storico che Rossi ha raggiunto sulla panchina della Fiorentina: mai nella storia del match, la squadra viola aveva subito da quella bianconera una sconfitta così pesante. Mai uno 0-5 subito in casa dai rivali di sempre. Mai un’umiliazione del genere. Mai. E adesso ritorna l’incubo serie B che si tocca con mano.
Qualche mese fa il popolo viola invitata Mihajlovic ad andarsene. Chiedeva addirittura a gran voce le sue dimissioni. “Se è un uomo, si deve dimettere”, questo il pensiero più ricorrente. Oggi nessuno invita Rossi a rassegnare le proprie dimissioni. Primo perché forse qualcuno ha capito che il male oscuro della Fiorentina non era l’allenatore (forse). Secondo perché la realtà dice che Rossi non ha colpe. Ma non ce ne voglia il tecnico romagnolo: a questa squadra, al contrario di quanto ha saputo fare brillantemente in altri club presi in corsa, non ha saputo dare pressoché niente. È sempre la solita Fiorentina senz’anima. E quindi, ora più che mai, forse ci sarebbe da chiedersi perché Rossi non si dimette (anche se sembra che ci sia andato vicino). Probabilmente perché non vuole abbandonare la nave, forse perché il suo orgoglio gli suggerisce di tentare ancora di rianimare una squadra esanime. Forse… Forse perché essendo a Firenze ha la quasi certezza che la proprietà non lo discute. Se oggi avesse avuto ancora a che fare con Lotito o Zamparini, probabilmente, sarebbe già esonerato. Certo, sarebbe bizzarro domenica prossima andare a Genova… con Sinisa. Ma questo non succederà, ci basterebbe che la squadra si recasse a Genova con un po’ di cattiveria e un po’ di grinta. Non è chiedere molto. Nessuno chiede di imparare in pochi mesi schemi e schemini, solamente un trapianto di anima. 

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