FOCUS - Il valore assoluto di Jovetic... anche sul mercato

di Michela Lanza

È tempo di mercato e quando si aprono le porte dell’Ata Quark a Milano, tutto il resto passa in secondo piano. In pochi giorni già è successo molto col passaggio di Gilardino al Genoa e la telenovela Tevez che imperversa rendendo certamente più acerrimo che mai il derby della Madunina che si terrà domani sera alle 20.45. A Firenze si aspetta l’attaccante che sostituisca Gila, Amauri su tutti – il quale però potrebbe addirittura finire clamorosamente al Milan – ma non è da escludere assolutamente l’arrivo del marocchino dell’Arsenal Marouane Chamakh. Anche a centrocampo si rincorrono voci su voci: Gianni Munari potrebbe finire alla Sampdoria, a Firenze sembra in dirittura d’arrivo il corteggiatissimo Angelo Palombo. Riccardo Montolivo è in scadenza con la Fiorentina che si è messa alla ricerca del suo sostituto e il nome più ricorrente è quello dell’argentino Lucas Biglia. Addirittura, poi, è saltato in ballo l’interessamento – lecito e comprensibile – della Juventus per Valon Behrami (ritenuto però, ad oggi, incedibile dalla società viola). Quello che salta agli occhi è l’assenza quasi totale (almeno apparente, con un solo accenno di pensiero da parte del City) di corteggiatori per Stevan Jovetic.
Il talento montenegrino ha dimostrato, dopo il grave infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per un’intera stagione, di essere tornato più forte di prima: fisicamente e psicologicamente. Era un dubbio che molti avevano: riuscirà a tornare e ad essere come prima? Tornerà con la paura? Erano queste le questioni che molti tifosi, ma anche addetti ai lavori facevano relativamente a Jovetic. Lui è tornato e ha dato le sue risposte sul campo: sì, è ancora più forte. Impressionante, fisicamente tosto, tecnicamente delizioso e devastante per velocità e imprevedibilità. Tutti hanno imparato ad apprezzare e ad amare Jo-Jo, che ad oggi – e non è cosa da poco, teniamocelo stretto – è anche l’unico vero goleador della squadra viola: se non segna il numero 8, la Fiorentina trova molta difficoltà a trovare la via della rete. Tutti gli avversari lo stanno subendo ma il ragazzo è talmente genuino e talentuoso, mai strafottente, né provocatore, che riesce a conquistare applausi anche dal pubblico avversario, mai un fischio contro. Jovetic piace a tutti, soprattutto alla gente di Firenze che oggi si identifica in lui. È decisamente Stevan il nuovo leader della squadra e, dopo la nomina di vice, è destinato a diventare capitano assoluto di questa Fiorentina targata Delio Rossi. Quella del nuovo ciclo. Quella dei giovani. Quella in cui lui può diventare davvero il nuovo Baggio.
E allora la domanda nasce spontanea: in un calcio dove le bandiere sono tutte ammainate perché portate via dal vento dei milioni di petrolieri e sceicchi, quanto potrà restare in viola un talento come Jovetic? C’è chi giura che Stevan non resterà molto. C’è invece chi giura che lui è talmente innamorato di Firenze che rinuncerà ad eventuali offerte di club europei. La verità, forse, sta nel mezzo: la Fiorentina sta cercando la strada per tornare protagonista in Europa. Una strada diversa da quella adottata nell’era Prandelli durante la quale da padrona la facevano i giocatori importanti e già esperti che hanno preso per mano i pochi giovani inseriti nella rosa (uno su tutti, Montolivo). Oggi la rotta è inversa: si punta sull’entusiasmo della linea verde formata da elementi di indiscusso valore, alla quale certamente sarà aggregata la maturità di qualche elemento di esperienza (Palombo e Amauri per esempio). Una strada che con un po’ di pazienza e tanto lavoro dovrebbe ricondurre la Fiorentina al ritorno in Europa. E allora, se la società riesce a tornare protagonista anche lontano dall’Italia, Jovetic potrebbe decidere di rinunciare ai grandi palcoscenici per l’affetto che lo lega a Firenze perché appagato di ‘sfilare’ sui campi più prestigiosi d’Europa magari da capitano viola. Se invece la Fiorentina dovesse continuare a stazionare in una zona di classifica anonima anche nella prossima stagione, allora forse Jo-Jo qualche pensiero ai grande club lo potrebbe fare. E nessuno potrebbe biasimarlo.
Quel che è certo è che un campione come Jovetic (che non dimentichiamolo, è ancora 23enne, non passa inosservato e non passerà molto tempo perché qualche club di caratura internazionale venga a bussare prepotentemente alla porta della Fiorentina per avanzare un’offerta per lui. Forse, con molta intelligenza, c’è da parte degli estimatori di Jovetic la consapevolezza che oggi la Fiorentina non si può assolutamente privare del suo gioiello, ma a giugno potrebbero arrivare i primi assalti: quelli del Real Madrid al quale Jovetic è sempre piaciuto, ma soprattutto quelli del Manchester City che già da oggi sembra pensare intensamente al montenegrino, e che potrebbe arrivare a mettere sul piatto una cifra apparentemente irrinunciabile per accaparrarsi il giocatore (che ormai ha raggiunto un valore assoluto, da top player). Quello che Firenze chiede a Corvino, ma soprattutto ai Della Valle, è di non cedere alle avances di nessun riccone. Di trattenere il gioiello montenegrino (del resto la società ha dichiarato che Jo-Jo è il simbolo del nuovo progetto). Solo così, ripartendo dal numero 8 gigliato, il popolo viola avrà la certezza della ripartenza del nuovo ciclo. Il rinnovo del contratto fino al 2016 è un forte segnale, ma non basta. Ci sarà da tenere duro con uno Jovetic così. Per adesso, però, gustiamoci le sue magie. Già da domani. 

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